Ju-Jutsu

Etimologia:

Ju: flessibilità, cedevolezza
Jutsu: arte

Il Ju-Jutsu è un'arte di difesa personale a mani nude che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese. Nel Ju-Jutsu la forza che necessita la difesa da un attacco proviene proprio dall'avversario: il principio consiste nel difendersi con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una reazione e trovi, davanti a sé, il vuoto.
Il Ju-Jutsu, nasce in Giappone nel periodo antecedente il primo Millennio.
Come riportato nei Densho (archivi manoscritti degli insegnamenti segreti dei fondatori delle diverse Scuole), il Ju-Jutsu trae le sue origini da più antiche forme di lotta e difesa note sotto il nome di Bu-Jutsu o Arte Marziale (Bu = guerriero militare; Jutsu = arte, metodo di combattimento letale). Anche se l’origine e l’evoluzione del Ju-Jutsu sono influenzate dalla cultura marziale della vicina Cina, esso ha maturato delle caratteristiche proprie che sono poi diventate le linee guida di tutta la sua evoluzione. Tali componenti costituiscono la base, l’essenza su cui si fonda lo spirito di questa arte e sono:

  • il Ju    (flessibilità, cedevolezza),
  • l' Ai     (armonia del corpo),
  • il Ki     (forza, energia interiore),
  • il Wa   (accordo, sintonia).

Il Ju-Jutsu veniva praticato dai Bushi (guerrieri militari) o Samurai la cui classe sociale era considerata tra le più alte del paese ed ebbe un grande sviluppo durante il Feudalesimo (1185-1867), periodo in cui il potere veniva assicurato dagli Shogun (capi militari). Una vasta diffusione del Ju-Jutsu si ebbe a partire dal XVII secolo, periodo nel quale era rigidamente osservata la separazione di classe tra chi aveva diritto di portare le armi (i guerrieri) e chi no (il popolo). Tale situazione portò a sviluppare, tra la gente comune, metodi speciali di autodifesa a mani nude.
Con l'inizio del periodo Tokugawa (1603) il Giappone conobbe un periodo di pace, furono infatti messe al bando le armi, molti clan scomparvero e una sovrabbondanza di guerrieri si trovarono senza padrone (Ronin). Tra questi ultimi ve ne furono alcuni che saggiamente, per vivere, si dettero all'insegnamento e ciò portò allo sviluppo vero e proprio dei centri indipendenti di istruzione delle varie Discipline e Metodi.
In questa nuova era la tecnica del Bu-Jutsu acquista un contenuto filosofico-religioso sotto l'aspetto del Do, dovuto a contatti con la filosofia zen: si ha così una trasformazione del Bu-Jutsu in Budo (Bu = guerriero; Do = percorso, Via per il raggiungimento della luce).
Il Budo, attraverso la meditazione e la pratica (Geiko), si prefigge la ricerca della giusta via sviluppando:

  • la tecnica (Waza) come mezzo e non più come scopo,
  • il proprio spirito (Shin),
  • la propria forza vitale (Ki).

Il Dojo (sala di lavoro dove si pratica la Via) viene considerato un luogo di allenamento per lo spirito ed il corpo, con due regole fondamentali:

  • il Kyudan (Kyu = grado inferiore Dan = grado superiore) che rappresenta il grado tecnico e non è altro che la denominazione dei gradi delle cinture all'interno delle Arti Marziali nel Budo;
  • lo Shu-Ha-Ri (livelli dei gradi della Via) che rappresenta il livello spirituale ed è finalizzato al Do.

Sulle origini di alcune Scuole di Ju-Jutsu vi sono storie e leggende: una di queste racconta che il fondatore del Ju-Jutsu stile Yoshin Ryu (Yo = salice, Shin = spirito-cuore) fosse un medico di Nagasaki, un certo Akiyama Shirobei Yushitoki, il quale, recatosi in Cina nel 17° secolo per approfondire le sue conoscenze nel campo della medicina, intraprese la conoscenza delle arti marziali cinesi e dei loro principi fondamentali. Yushitoki restò illuminato dall'immagine del salice sotto una copiosa nevicata: quest’ultimo infatti fletteva i suoi rami con dolcezza senza romperli per scrollarsi di dosso la neve al contrario della quercia che, se pur più robusta, aveva molti rami spezzati. Una volta ritornato in Giappone, Yushitoki si ritirò in assoluto isolamento in un monastero ed elaborò uno stile di combattimento seguendo la filosofia del salice.

Il Bu-Jutsu, come già detto, era un insieme di antiche forme di lotta caratterizzato da una moltitudine di specializzazioni di combattimento con e senza armi: nel primo caso, a secondo del tipo di arma usata, ne prendeva il nome.

Le principali Arti Marziali di combattimento armato erano:

KYU-JUTSU
(arte dell'arco)
YARI-JUTSU
(arte della lancia)
NITO-KEN-JUTSU
(arte di schermare con due spade)
KEN-JUTSU
(arte della Spada)
IAI-JUTSU
(arte dello sguainare la spada e colpire simultaneamente)
BO-JUTSU
(arte del bastone)

Le principali Arti Marziali di combattimento a mani nude erano:

YAWARA
(antico nome giapponese e stile di ju-jutsu)
WA-JUTSU
(arte dell'accordo: antico nome giapponese e stile del ju-jutsu)
JU-JUTSU
(arte della flessibilità, della cedevolezza: antico nome cino-giapponese)
KIAI-JUTSU
(arte della tecnica dirompente)
AIKI-JUTSU
(arte della fusione tra armonia del movimento ed energia interiore)